Otranto

Otranto nel Salento

Origini e storia di Otranto

La sua fondazione è attribuita a coloni ittiti. Con la conquista romana del Salento (261 a.C.), il porto di Otranto assunse notevole importanza; la città fu elevata a “Municipium” ed ebbe vari privilegi, quale quello di battere moneta. Con la dominazione bizantina, Otranto divenne un importantissimo polo economico e culturale. Nel 1068 cedette a Roberto il Guiscardo e conobbe due secoli di vita intensa. Il 1480, sotto la dominazione aragonese, è l’anno dell’episodio più crudele della storia di Otranto: l’ormai tristemente famoso sacco ad opera dei turchi e l’olocausto degli 800 martiri. Liberata l’8 settembre dell’anno successivo da Alfonso, duca di Calabria, la città venne ricostruita e vennero erette nuove fortificazioni. Nel 1509 dopo essere stata occupata dai francesi di Carlo VIII e poi dai veneziani, Otranto tornò al Regno di Napoli. Nel 1537 respinse un feroce attacco dei turchi. Da allora inizia la decadenza della città, che si risolleverà solo a metà del secolo passato divenendo un importantissimo punto di riferimento per il turismo prima locale, poi nazionale, ed ora anche internazionale.

Cosa vedere ad Otranto

Il centro antico è la prima tappa da percorrere alla scoperta di angoli e scorci suggestivi. Passeggiando nelle stradine lastricate di pietra viva, orlate dalle palle di granito lanciate dalle bombarde turche nel 1480, superata Piazza del Popolo e salendo per via Scupoli, si intravede improvvisamente la basilica di S. Pietro: all’interno, si possono ammirare otto bellissime colonne a capitelli prismatici, appena smussati, e splendide pitture bizantine. Su piazza Basilica si eleva la facciata della Cattedrale, datata 1088; all’interno, oltre a tre maestose navate scandite da quattordici colonne di granito sormontate da capitelli romanici, si potrà godere della vista del pavimento della chiesa, ricoperto da un grandioso mosaico che si sviluppa attraverso tre alberi allegorici occupanti la navata centrale e parte delle navate laterali. Lo spigolo nordorientale della Cattedrale fronteggia la torre campanaria, di impianto normanno, a pianta quadrata, su due piani. Da piazza Basilia si raggiunge piazza Castello. Qui sorge, imperioso, il poderoso castello aragonese iniziato dopo il 1481. La pianta è pentagonale, con tre torri circolari a tre spigoli; lo spigolo nordorientale è difeso da un affilato sperone che si spinge in direzione del porto. Nei dintorni di Otranto, altre importanti tracce del passato: l’abbazia di San Nicola di Casole con annesso un cenobio del V secolo, una piccola valle ricca di testimonianze storiche che racchiude l’ “Ipogeo delle memorie”, la cripta di Sant’Angelo. La costa, meta ambita per coloro che intendono vivere una vacanza all’insegna del sole e del mare e che sognano acque incontaminate e spiagge bianchissime, offre al turista altre incredibili attrattive: i ruderi dell’antica torre del Serpe, la masseria fortificata dell’Orte, la grotta marina naturale detta Grotta Monaca, il Mulino d’acqua.

Laghi Alimini

A nord di Otranto, a circa 6 chilometri, vi sono i Laghi Alimini: due specchi d’acqua salmastra collegati tra loro e col mare, in una zona bonificata e sistemata a pineta, un tempo riserva di caccia della corte aragonese. I laghi sono raggiungibili da Lecce attraverso la litoranea adriatica che da San Cataldo giunge ad Otranto, oppure attraverso la SS 16 che da Lecce porta a Maglie, e da qui ad Otranto risalendo la litoranea per 7 chilometri.

La gastronomia a Otranto

La cucina otrantina, frutto di un perfetto equilibrio fra la tradizione gastronomica contadina e quella marinara, è composta da piatti semplici e si distingue per la sua genuinità e i suoi sapori. Tra i piatti tipici, le orecchiette e i “minchiareddi”, al sugo o con la ricotta forte, le sagne ritorte e “ciceri e tria”. Ma è il pesce il vero protagonista della tavola otrantina. Rinomata è la zuppa, piatto richiestissimo sin dai tempi della Magna Grecia; e poi spaghetti alle cozze, risotto ai frutti di mare, polipo lesso, fritto o alla pignata, arrosti di lutrini e saraghi, aragoste, cozze gratinate, triglie arrosto e le caratteristiche anguille dei laghi Alimini allo spiedo.